È uno dei quattordici Santi Ausiliatori — potenti intercessori e protettori contro le disgrazie e le malattie, aiutanti nelle difficoltà, nelle epidemie e nelle guerre. Il martire San Vito, uno dei santi più misteriosi della storia, fa parte del pantheon dei santi patroni della Boemia fin dal X secolo. A Praga è patrono del Ponte Carlo e della Cattedrale di San Vito, un capolavoro senza il quale pochi potrebbero immaginare il panorama della città. Per secoli la cattedrale custodì anche uno dei più grandi tesori ecclesiastici d’Europa e le reliquie di San Vito, conservate in un reliquiario d’argento, ne fanno parte da quasi 1100 anni. Secondo la leggenda, San Vito nacque alla fine del III secolo a Mazara del Vallo, sulla costa occidentale della Sicilia, in una famiglia di un ricco pagano siciliano. La sua balia Crescenzia e il suo insegnante Modesto lo educarono però segretamente nella fede cristiana, il che era molto rischioso durante il regno dell’imperatore romano Diocleziano. Come cristiano, Vito divenne un pericolo per tutta la famiglia — invano il padre lo esortava a rinnegare la propria fede. Alla fine, denunciò suo figlio alle autorità romane. Nemmeno la miracolosa guarigione del figlio dell’imperatore dall’epilessia, operata da San Vito, riuscì a intenerire il sovrano. Insieme ai suoi educatori, il ragazzo fu gettato in un calderone pieno di olio bollente, pece e piombo, ma la sua santità lo salvò. Dopo fu gettato in pasto ai leoni, che però non lo divorarono, ma gli leccarono i piedi in segno di umiltà. Secondo le usanze dell’epoca, quando i martiri sopravvivevano alle torture, venivano infine decapitati — così morì anche il piccolo Vito nell’anno 303. Il fatto che morì all’età di 7-12 anni fece sì che il suo culto diventasse molto più forte che nel caso di altri martiri. A Roma era venerato già dal V secolo, ma la sua fama in tutta Europa si deve soprattutto al trasferimento delle sue reliquie, insieme al culto ad esse legato, nel monastero francese di Saint-Denis, vicino a Parigi; da lì, cento anni dopo, furono trasferite nel monastero tedesco di Corvey sul Weser. La venerazione per San Vito è imponente: solo in Europa esistono centocinquanta luoghi in cui sono conservate le sue reliquie. Uno di essi è la Cattedrale dei Santi Vito, Venceslao e Adalberto a Praga, nel quartiere di Hradčany. Il primo resto, il braccio di San Vito, fu ottenuto per le terre ceche già nel 925 dal duca Venceslao, che la ricevette dal duca di Sassonia e re tedesco Enrico l’Uccellatore come dono di riconciliazione. Secondo la leggenda, Venceslao poté scegliere dall’imperatore qualsiasi dei suoi tesori come segno di amicizia: egli scelse il braccio del santo martire Vito. Fece costruire una rotonda nel Castello di Praga e la consacrò in suo onore. Nell’XI secolo fu sostituita da una basilica e nel XIV secolo da una cattedrale gotica, che divenne il simbolo dominante del regno di Boemia, luogo delle incoronazioni e principale sepoltura dei re cechi, dei santi patroni della terra, dei sovrani, dei nobili e degli arcivescovi. L’imperatore Carlo IV raccolse nella cattedrale le spoglie di tanti santi che, all’epoca, solo Roma poteva competere con Praga in questo campo. Tra le nuove reliquie c’era anche il cranio di San Vito, che Carlo IV aveva ottenuto a Pavia. Oggi fa parte del Tesoro di San Vito. San Vito è venerato come uno dei patroni della terra ceca; è il patrono dei giovani, dei danzatori, degli attori, dei vignaioli, degli osti, dei farmacisti, dei fabbri, dei birrai e dei minatori; è il protettore dei muti e dei sordi, delle persone che soffrono di epilessia e della malattia chiamata “ballo di San Vito”; viene invocato per la guarigione dell’infertilità, delle malattie degli occhi e delle orecchie, e persino contro il rischio di svegliarsi tardi. I suoi attributi sono il calderone con l’olio bollente, il cane, il leone, il libro, il ramo di palma e, naturalmente, il gallo, simbolo di veglia, posto anche sulla sommità della Grande Torre Sud della cattedrale. Quando sarai a Praga, chiedi a San Vito di aiutarti a svegliarti presto e parti alla scoperta delle strade ancora deserte della città. Passeggia sul Ponte Carlo, che avrai tutto per te. Fermati davanti alla Torre del Ponte della Città Vecchia, sulla quale è raffigurato in rilievo il Ponte Carlo e, sopra di esso, al centro tra i sovrani, San Vito, il cui patrocinio sul Sacro Romano Impero è espresso non dalla consueta palma del martirio, ma dagli attributi del potere: lo scettro e il globo con la croce. Quasi alla fine del Ponte Carlo, sul lato destro, potrai ammirare il gruppo scultoreo in cui San Vito fu raffigurato dal celebre scultore barocco Ferdinand Maximilian Brokoff. Il santo, vestito da legionario romano, è in piedi su una roccia con dei leoni che, secondo la leggenda, non gli fecero alcun male. Sul capo porta però una corona ducale, riferimento a San Venceslao e agli inizi dello Stato ceco. La statua suggerisce che, con il trasferimento delle spoglie del ragazzo siciliano a Praga, lo Stato ceco fu indissolubilmente legato all’antica Roma e al Sacro Romano Impero.