Con la sua lunghezza di oltre cinquecento metri, era allora il più lungo dell’Europa centrale. Prese il nome dalla moglie di Vladislao II, la duchessa Giuditta, che contribuì alla sua costruzione. Ancora oggi si può vedere un arco del Ponte di Giuditta nei sotterranei del monastero dei Crocigeri sulla riva della Città Vecchia. Tuttavia, durante la grande alluvione del 1342, il Ponte di Giuditta fu distrutto. Fu una grande calamità per Praga e per il suo commercio. Con grande solennità, l’imperatore e re Carlo IV pose poi la prima pietra per la costruzione del nuovo ponte. Ciò accadde in un momento stabilito dagli astrologi di corte, espresso con la sequenza numerica 1-3-5-7-9-7-5-3-1, cioè nell’anno 1357, il 9 luglio alle ore 5 e 31 minuti. Ponte Carlo | Fonte: Prague City Tourism Carlo IV affidò inizialmente la costruzione al maestro Otto, poi all’architetto della cattedrale di San Vito, Peter Parler. Per rendere l’opera non solo grandiosa, ma anche solida, il costruttore decise di aggiungere alla malta vino e uova crude. A Praga, però, non ce n’erano abbastanza, e così, su ordine del re, vennero trasportate da ogni angolo della Boemia. Carri di legno imbottiti di paglia, carichi di questo fragile contenuto in ceste di vimini e casse, si radunavano sulla riva della Moldava, dove i muratori rompevano le uova e le mescolavano alla calce. Solo a Velvary compresero male l’ordine reale: temendo che le uova si rompessero durante il viaggio, le inviarono già sode. Tutta Praga poi rise di loro, e quell’episodio fu loro ricordato con ironia per secoli. Ma non furono gli unici a essere oggetto di scherno: gli abitanti di Unhošť, pur avendo trasportato le uova intatte, fecero un po’ di confusione con il latte, che veniva usato per preparare la malta. Oltre al latte, inviarono anche ricotta e formaggi. Così il Ponte Carlo è forse l’unico ponte al mondo costruito non solo con la pietra, ma anche con il vino dei vigneti praghesi, con uova boeme e con la ricotta e il formaggio di Unhošť. Sembra che in questa strana ricetta ci sia qualcosa di vero, altrimenti il ponte di Praga non resisterebbe già da sei secoli e mezzo. Basato sul libro 77 pražských legend di Alena Ježková (77 leggende di Praga).