page Sull’orologio astronomico della Città Vecchia Sulla torre del municipio della Città Vecchia, da seicento anni, l’orologio astronomico segna il tempo. Il semplice meccanismo originario fu costruito prima del 1410 da Mikuláš di Kadaň. Verso la fine del XV secolo, il maestro Hanuš di Růže perfezionò il meccanismo dell’orologio a tal punto che divenne un’opera unica in tutta Europa, senza eguali. page L’uomo di fuoco Un tempo, in via Karlova, viveva un vecchio usuraio. Prestava denaro alla gente in difficoltà, ma gli interessi erano così alti che ben pochi riuscivano a restituire il debito. L’usuraio, però, non conosceva pietà: molti poveracci finirono per perdere anche il tetto sopra la testa. Con la crescita della sua ricchezza cresceva anche la sua paura per il denaro: non frequentava nessuno, usciva di rado e, quando i vicini lo vedevano per strada, non ricambiava neppure il saluto. Ogni sera, nella sua casa, la luce restava accesa a lungo mentre ricontava gli zecchini dal suo forziere. page Il ponte di uova e ricotta Nei tempi antichi, prima che fosse costruito il primo ponte sulla Moldava, i carri attraversavano il fiume passando per diversi guadi. Anche molti traghettatori esercitavano qui il loro mestiere. Le antiche cronache conservano il racconto di una grande imbarcazione del mitico duca Křesomysl del IX secolo, con la quale persone e carri venivano comodamente trasportati sull’altra riva. Già nel X secolo, però, sulla Moldava esisteva un primo ponte di legno. E nel 1158 fu costruito qui il primo ponte in pietra, considerato a suo tempo una meraviglia del mondo. page La leggenda di Bruncvík I trenta gruppi scultorei raffiguranti santi furono collocati sul Ponte Carlo solo a metà del XVIII secolo. Le opere scultoree che adornano il ponte furono commissionate dalla nobiltà, dalla Chiesa, dal comune di Praga e dalle università. Gli autori erano artisti di grande rilievo dell’epoca: molte statue sono opera di Matyáš Braun e di Jan Brokoff e dei suoi figli. Da secoli, i praghesi mettono alla prova i visitatori con una domanda: quante statue ci sono sul Ponte Carlo? Una domanda apparentemente semplice, ma insidiosa: le statue non sono trenta, bensì trentuno. La trentunesima è quella di Bruncvík con la spada d’oro, che si erge su un pilastro del ponte, sull’isola di Kampa. page Il Muro della Fame Un anno, durante il regno di Carlo IV, si abbatté una grande siccità che causò un cattivo raccolto e quindi una grave mancanza di cibo. Soprattutto nelle città, i prezzi della farina e del pane salirono così tanto che i poveri non potevano più permetterseli. Molti iniziarono così a rubare e saccheggiare, per evitare che le loro famiglie morissero di fame. In breve tempo, le carceri di Praga si riempirono. page La torre Daliborka Ancora oggi il Castello di Praga conserva l’aspetto di una fortezza medievale, cosa che si nota soprattutto guardandolo dal Fossato dei Cervi, da dove si può ammirare chiaramente la solida fortificazione gotica risalente al regno del re Vladislao II Jagellone nel XV secolo. Qui si ergono anche le torri difensive Daliborka, la Torre Bianca e Mihulka. Quando necessario, queste torri fungevano anche da prigione. In questo senso, le più famose sono le oscure segrete e la cella di tortura della torre Daliborka, che porta il nome del suo più celebre prigioniero: Dalibor di Kozojedy. page La più antica sinagoga di Praga Quando gli ebrei arrivarono a Praga, il sovrano assegnò loro un luogo sulla riva destra della Moldava, dove potevano stabilirsi. Ancora prima di iniziare a costruire le case per le loro famiglie, si riunirono per decidere come costruire il più rapidamente possibile una sinagoga. La discussione sembrava non finire mai, finché prese la parola un saggio anziano. Consigliò agli altri di iniziare a scavare su una collina vicina. Così avrebbero capito da soli come ottenere la sinagoga. page La casa di Faust All’angolo di piazza Carlo, di fronte al monastero di Na Slovanech, sorge un’antica dimora, più simile a un piccolo palazzo. Si racconta che appartenesse un tempo al dottor Faust, di cui si diceva che avesse venduto l’anima al diavolo. Una notte, il diavolo venne a prenderlo, e di Faust rimase soltanto un buco annerito dal fumo in una delle stanze. Nessuno riuscì mai a murarlo, perché durante la notte i mattoni crollavano sempre. Così la casa rimase abbandonata e tutti avevano paura anche solo di passarvi una notte. Finché uno studente di nome Mladota osò entrare nella casa di Faust. page La leggenda di Libuše e Přemysl La leggenda racconta che i primi slavi furono condotti nelle nostre terre dal duca Čech, dal quale la terra prese il nome. Dopo Čech, il potere passò a Krok e, quando egli morì, lasciò tre figlie: Kazi, Teta e Libuše. Kazi conosceva il potere curativo delle erbe e sapeva aiutare la gente a guarire da varie malattie e ferite. Teta conosceva bene gli antichi riti e insegnava al popolo a venerare correttamente gli dèi della natura. La più giovane, Libuše, era la più saggia, sapeva predire e vedere il futuro. Per questo, dopo la morte di Krok, gli anziani la invitarono a governare la terra. Libuše accettò e si stabilì su un’alta roccia sopra la Moldava, nel castello chiamato Vyšehrad. page La fondazione di Praga Un pomeriggio d’estate, Libuše e Přemysl, insieme al loro seguito, osservavano il paesaggio dalle mura di Vyšehrad. Il sole stava tramontando e i suoi raggi dorati avvolgevano la campagna circostante.